More servicesWindows Live
HomeHotmailSpacesOneCare
 
MSN
Sign in
 
 
Spaces home  KI VUOLE INTENDERE INTEN...PhotosProfileFriendsMore Tools Explore the Spaces community
July 03

I nostri amici I Pulcinella sempre vicini! Grazie Fifino!!!

pulcinella 
 
I PULCINELLA e' un gruppo di musica popolare partenopea della citta' di Marigliano che ha dato un importante contributo alla riscoperta delle tradizioni napoletane sia dal punto di vista propriamente musicale che dal punto di vista culturale in un senso andando a riscoprire vecchie canzoni appartenenti al passato popolare, nell'altro mettendo in musica momenti ormai dimenticati della vita quotidiana (a cominciare dai "rumori" prodotti dai quasi scomparsi venditori ambulanti per terminare allo "'nciucio" di cui tutti parlano e nessuno sa. Non meno importante e' l'impegno sociale de I PULCINELLA da un punto di vista prettamente professionale con canzoni che parlano delle storie di Napoli e dei suoi problemi. La produzione musicale del gruppo e' tale che oltre la meta' delle canzoni solitamente presentate in uno spettacolo risultano scritte e musicate da essi stessi. Le elaborazioni dei testi e delle musiche ricordano le figure tradizionali presenti in un paese e gli accadimenti che piu' in generale affascinano il popolino e che permeano la cultura stessa del paese con storie che tendono a diventare quasi leggende. Il folklore espresso dal gruppo va inteso non solo come musica popolare legata all'ambiente di vita, ma come costante ricerca di collegamento con il concetto di folk piu' generale andando dagli spirituals, al blues, al jazz. Il gruppo e' legalmente costituito in associazione denominata DODECA CORDON e da anni opera per una maggiore crescita musicale e si adopera per la diffusione del patrimonio artistico e culturale partenopeo.
July 01

Da Liberazione del 21 Giugno 2008.

 
 
 
 
(SE NON SI APRE LA PAGINA ANDARE NEL SITO DEL GIORNALE LIBERAZIONE E RICHIAMARE L'ARTICOLO DEL 21 GIUGNO 2008.)
 

 Di   Fabio Sebastiani.

L’hanno chiamata “la tenda della dignità”.Sta davanti ai cancelli dell’Avio a Pomigliano d’Arco, in una di quelle tante zone in cui il Sud industrializzato confina con il degrado e l’abbandono. Quasi non si nota, coperta come è dalle automobili parcheggiate e dal passaggio

continuo dei tir. Eppure c’è. Gennaro e Antonio sono due dei 28 cassaintegrati rottamati dai “fondi locusta” – prima Carlyle, che ha comprato

da Fiat, e poi Cinven – o, per meglio dire, sono due operai altamente specializzati che a questo capitalismo finanziario, più intento a speculare sulla fame nel mondo o sul prezzo del petrolio che a investire, non interessano più. Stanno qui da più di un anno. E vogliono continuare a starci almeno fino al marzo del 2009 quando formalmente scadrà il periodo di esclusione dall'Avio. Per loro la tenda, anzi il box in alluminio, perché quella glie l’hanno bruciata poche settimane fa, è più di un luogo dove trascorrere la giornata dall’alba al tramonto ricordando puntualmente ai dirigenti il loro dramma. La tenda è un grido di dolore, contro una ingiustizia, contro chi si vuole appropriare anche del sangue e dell’anima di questo Sud tradito. Non sono bastati decenni di devastazioni e di cattedrali nel deserto. Oggi la proposta “per il Sud” è fatta di gabbie salariali, precarietà, caporalato, saccheggio del territorio, e poteri criminali che confinano sempre più strettamente con quelli della politica. Proprio a pochi chilometri da qui, la Rete 28 aprile (Cgil) terrà oggi un’assemblea nazionale sul Mezzogiorno. Una iniziativa che vedrà la partecipazione, oltre a Giorgio Cremaschi, di Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, Nicola Nicolosi, leader di Lavoro Società, e di due economisti come Riccardo Realfonzo ed Emiliano Brancaccio. Antonio e Gennaro tirano avanti a caffè e chiacchiere, e a quel po’ di solidarietà materiale che don Peppino Gambardella, della parrocchia del Carmine, gli consegna giornalmente. Con poco più di 900 euro al mese non si vive. Il loro quartier generale è un tavolo di plastica, quattro sedie e un bagno chimico che gli costa più di cento euro al mese. I rifiuti li conferiscono, anche quelli giornalmente, nel bidone sul marciapiede opposto, quello che corre lungo l’inferriata della Avio. E per questo si sono beccati una diffida dall’azienda che rivendica la proprietà del bidone e non vuole che estranei lo utilizzino. E poi c’è la solidarietà politica e morale,certo.

In un anno ne hanno avuta tanta, da Dario Fo a Franca Rame, a Franco Giordano e tanti artisti e cantanti alternativi che si sono esibiti per

sostenere la loro iniziativa. In questa fase, però, gli interessi dell’azienda sembrano avere la meglio. Interessi molto materiali che costringono un bel gruppo  di addetti a rimanere fuori mentre tra le linee sciamano decine di interinali. Del resto, lo sanno pure i muri da queste parti, che il sindacato ha le mani in pasta con le agenzie. E’ anche per questo motivo che la Fiom non ha firmato quell’infame accordo sulla cassa integrazione. Un accordo che non prevede nemmeno la rotazione, lasciando così le mani libere all’azienda di vendicarsi delle lotte messe in piedi dalle teste calde. «Per formare un buon operaio motorista ci vogliono almeno venti anni - sottolinea Antonio Santorelli,della Fiom, per lungo tempo delegato sindacale proprio alla Avio e licenziato “politico” - quindi non si capisce come l’azienda possa utilizzare gli interinali e per quale motivo tutto questo patrimonio è stato fatto a pezzi». L’operazione  Avio di Pomigliano una delle poche aziende al mondo in grado di revisionare i motori degli aerei e farci volare tranquilli, è uno dei capolavori, se così la Possiamo chiamare, della Fiat che è calata qui facendo razzia dei pezzi di ricambio stoccati in magazzino, fondamentali per una struttura che deve rispondere in tempi brevi alle richieste del mercato. Grazie all’Avio la Fiat si è potuta mettere in tasca diverse decine di miliardi delle vecchie lire. Operazione replicata quasi identica con il fondo Carlyle. Oggi Avio è una azienda costretta a rivolgersi fuori per alcune lavorazioni e a non poter più esprimere la Competitività necessaria per stare sul mercato. Tanto che ha perso alcune commesse a favore di una azienda israeliana. «Dobbiamo chiedere pezzi e prestazioni all’esterno - raccontano i lavoratori - magari a concorrenti, e quindi diventiamo ricattabili». Queste è la condizione, proprio alla vigilia di una importante stagione di commesse che dovrebbero arrivare dalle compagnie low cost, i cui aerei stanno per terminare il periodo di garanzia. Ma non è solo Avio a dover soffrire una situazione paradossale come questa. Ci sono altre aziende della filiera aeronautica in pericolo, come Alenia, che ha alcuni stabilimenti a Capodichino dove esegue la ristrutturazione e la trasformazione degli aeromobili. «C’è stata una lunga serie di scelte sbagliate del management - spiega Nunzia Amura, rappresentante sindacale Fiom - ed ora i lavoratori ne pagano le conseguenze. Come ci è stato annunciato, l’azienda è a un passo dal portare i libri in tribunale». A rischiare il posto di lavoro sono 500 lavoratori più altri due-trecento dell’indotto. La verità - commenta Santorelli - è che sta finendo, per precise responsabilità della politica, un’epoca in cui il protagonismo dei lavoratori indirizzava l’assetto politico e sociale della città e di tutta l’area». «Si è scelto un’altro modello senza costruire una alternativa reale e queste sono le conseguenze».

 

 Fonte giornale Liberazione del 21 Giugno 2008.

 

June 27

Nicola

Nicola è un angelo capitato alla tenda, il suo pindarico volo lo ha deposto un giorno
di Marzo o Aprile 2007 forse, all'incrocio della rotonda di Viale Impero.
Fissava i compagni, la Tenda il via vai di persone, quelle persone sedute a chiacchierare
o intende a giocare a carte.
Ah le carte!! Che passione!! Li' immobile in silenzio, il primo il secondo, il terzo giorno.
Poi un giorno indefinito lo invitano a sedere con tutti gli altri, timidamente, abbozzando
un mezzo sorriso accetta.  E' impacciato, come un pesciolino fuor d'acqua, segue con lo sguardo
il susseguirsi delle persone che vanno e vengono.
 
Impara col tempo le abitudini e le peculiarita'di tutti e le memorizza con una abilita' ed una prontezza invidiabile.
Dal  mutismo dei primi giorni Nicola si apre e comincia a parlare di piu' e da ospite diventa uno di famiglia.
 
Scandisce e ricorda i turni di presidio a tutti, inizia ad istinto, a conoscere e riconoscere chi, seppur fugacemente,
si ferma chiacchierare, chi anche con un sorriso, si dichiara amico dei lavoratori della Tenda.
Nello stesso tempo memorizza ed impara la scia di persone che sfilando sotto i muri o zizgagando penosamente evitano il presidio ed anche chi prima amico ha poi miserabilmente tradito. 
 
Nei giorni delle proteste piu' vistose e goliardiche, Nicola  divertito come e quanto mai, segue quella strana convivenza tra persone cosi' diverse fatta di sacrifici nottate insonni, caldo soffocante e freddo pungente.
 
Vive e divide con i lavoratori il tempo ed il cibo, previo preavviso telefonico alla mamma che si sente sicura quando Nicola è con i compagni.
 
I suoi piu' grandi amori il Pomigliano calcio e le carte con il suo preferito avversario tal Carluzziello da Pomigliano,
memorabili i loro incontri che finivano guarda caso sempre a favore di Nicola.
 
Nicola ha avuto una vita difficile ma ha trovato amore e alla Tenda ha trovato un altra famiglia,
quante volte si è discusso di Nicola dopo la chiusura della storia della Tenda.....
e Nicola non restera' certo solo un ricordo per i compagni quando tutto finira'.
 
Nicola è la nostra mascotte, è il simbolo dell'amicizia che sboccia disinteressatamente e della solidarieta' che si crea tra chi lotta per un obiettivo o per un altro, il lavoro, l'amicizia. l'affetto, l'amore. 
 
Ancora oggi dopo 15 mesi e passa è sempre li' aspetta chi apre la mattina a volte pranza e a volte si fa' un giretto per ispezionare che tutto sia a posto.
 
Adesso è una persona molto diversa da quella conosciuta all'inizio della lotta, cordiale, ride, scherza,
qualche parolaccia ogni tanto e dialoga, tanto tanto.....
 
Ciao cucciolo!!!!!!
 
June 25

L'incendio della tenda posta per il blog volentieri rispondiamo...

L’incendio della tenda: i commenti: Riceviamo e pubblichiamo come richiesto. 

 

Intervento del 19.06.2008 0re 22.19:.2008  

Sono uno studente di Marigliano e per caso sono entrato nel tuo blog ed ho letto queste cose che all'inizio stentavo a credere ed ho effettuato le mie verifiche e mi risulta che queste cose sono state ingigantite.

Anzi mi è stato riferito che proprio una persona che dice di essere solidale con la Tenda sotto sotto manda i figli alla colonia aziendale, quindi se l'azienda è così vile come si evince dai vari commenti non si può mandare i propri figli in colonia aziendale. Ti prego rendi pubblica la cosa e informa  questa persona che non bisogna essere anelli di fronte e serpenti alle spalle.

Intervento del 20.06.2008 0re 18.01.2008:

Ciao sono uno studente di Marigliano e per caso ho visto il tuo blog e mi sono informato sui commenti presenti nel blog stesso, secondo me sono un pò ingigantiti perchè nessuno si permetterebbe di incendiare anche un pezzo di tenda, anzi mi è giunto voce che una persona che è presente spesso nella tenda da un lato si erge a paladino dei lavoratori criticando l'azienda e dall'altro manda i suoi figli in colonia aziendale. Ti chiedo di verificare ciò e se è vero di allontanare questo individuo che usa come stile di vita il detto  "ANELLI DI FRONTE E SERPENTI ALLE SPALLE"

 

Rispondiamo con piacere all'auto proclamato studente di Marigliano, siamo felici e lo ringraziamo per la visita e per il  simpatico e gradevole commento.

Sei benvenuto nel nostro blog, assieme alle altre  2660 visite avute fino ad oggi. Come avrai notato, alla Tenda siamo stati in buona, anzi ottima compagnia, partendo da un premio Nobel (Dario Fo) che ci ha dedicato uno spettacolo l’ 1 Maggio 2007 ed un fantastico intervento alla manifestazione celebrativa della festa dei lavoratori 2007 tenutasi ai giardinetti di Pomigliano. Diversi rappresentanti del parlamento italiano (Franca Rame, Tommaso Sodano, Franco Giordano, Marco Rizzo, Tommaso Barbato senza citare gli innumerevoli politici  locali), la visita del vescovo di Nola, testimonianze scritte (Inti Illimani dal Cile), innumerevoli artisti, vedi la giornata del 14 Aprile 2007 , la presenza pressoché fissa di compagni-artisti come Marcello Colasurdo, delle continue visite del segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini e Giorgio Cremaschi, nonché le Sante  Messe di Pasqua e Natale 2007 (celebrate dall’esemplare ed amatissimo Don Peppino Gambardella, persona della quale l’intera umanita’ dovrebbe farsene un vanto, e tu, potendo, andare a fargli visita scambiando con egli i tuoi annebbiati punti di vista).

Siamo ancora piu’ felici che l’interessamento venga da uno studente di Marigliano, citta’ devastata e mortificata dal degrado ambientale, speriamo di cuore che tu segua con lo stesso interesse con cui segui il nostro blog, i problemi della tua citta’. Nel caso tu voglia passare in un altro blog interessante ti consigliamo quello di Nunzia Lombardi (lo leggi in un intervento precedente).

Passiamo adesso al nocciolo del tuo intervento. Cosa è stato ingigantito? Un vero mistero! Se leggi  l’intervento si parla di un avvenimento inquadrato in una determinata fase storica, ed un giudizio, ovviamente negativo, su chi si sia  divertito ad appiccare il fuoco a quattro stracci sul marciapiede dove si erge la Tenda. Siamo ad inizio estate e quindi l’autocombustione puo’ essere una, delle pur minime possibilita’, d’ incendio (peraltro ben documentato dalle foto) sembra  difficile, difficile, ma davvero tanto difficile che la  Tenda si incendi da sola, per lo piu’ di notte  quando la temperatura è piu’ bassa, a capire questo anche tu ci arrivi vero?  Contemporaneamente, una antenna parabolica ( in metallo)  funzionante e ben ancorata ad un paletto conficcato nel cemento, si mette in moto, da sola supponiamo, e scappi per altri lidi, lasciando cosi’ i lavoratori senza il segnale televisivo e quindi senza Tv.

Nell’intervento nulla è stato ingigantito, l ingigantimento è presente solo nella tua fantasia, è stato comunicato e  commentato, con un minimo di disappunto ed indignazione, quanto accaduto, senza dare colpe a nessuno o a chi che sia

(anzi ci teniamo moltissimo a ringraziare di cuore chi, a quanto si è saputo, si è impegnato a spegnere l’incendio in piena notte),  il solo parlare di questo episodio  ti arreca  fastidio, ci dispiace, ma non ci è sembrato di far torto a nessuno, tranne che alla tua tua forzata e deviata interpretazione. I fatti nudi e crudi son questi ognuno commenti come vuole e creda. Siamo ancora in un paese libero per nostra fortuna!

Riguardo al tuo affermare  se l'azienda è così vile come si evince dai vari commenti….”

Questa conclusione la stai tirando tu, per tuo nome e conto,  ti chiediamo di non forzarla ne metterla in bocca a nessuno, tanto meno a noi, i fastosi tempi del KGB sono finiti , cosi’ come sono caduti nell’oblio da ancora piu’ tempo, quelli dei processi alle intenzioni.

Hai fatto il giro dell’intero circondario per arrivare poi alla cosa che aspiravi a dire veramente, sui  lavoratori che frequentano la Tenda e riversare su di essi il tuo livore.

Sappi che nessuno di chi frequenta la Tenda “si erge a paladino” dei lavoratori, ne’ tanto meno si arroga la presunzione

di pubblicizzare in giro la sua solidarieta’ , quanto tu dici, se vive sta nei fatti e non è proclamata da nessuno. Ti hanno informato male,

ti consigliamo, di assumere informazioni direttamente al presidio, la’ troverai sicuramente chi avra’ il tempo ed il piacere di informarti correttamente, chiarirti  i nebulosi concetti che hai sulle persone che frequentano la Tenda, e se sia il caso o meno di allontanare chi tu stia immaginando.

Coloro che frequentano e vivono la Tenda lo fanno per umana passione, per dare un briciolo di umana e civile solidarieta’ a chi fino a qualche tempo prima, era un collega di lavoro e  che si è poi ritrovato a vivere con 800 euro al mese, cioè al di sotto della cosiddetta soglia di poverta’,

a te questo non interessa, perché termini entrambi i tuoi gradevoli interventi cercando di sputtanare chi, al tuo contrario si impegna,

Per e non Contro.  Ti fai male da solo quando usi per aggredire l’argomento delle Colonie per i bambini (7-11anni)  figli dei dipendenti. Inconcepibile il tuo modo di pensare, scrivere e giudicare, che nesso c’è tra la solidarieta’  con i cassintegrati e l’ usufruire delle colonie per i propri figlioli? 

A prescindere i figli non hanno e non assumono per eredita’ alcuna colpa dei comportamenti corretti o meno dei  genitori , con cio’ che hai scritto hai  usato una clava di bassa lega per far male, finendo poi con spiattellartela sugli zebedei....

E poi chi sarebbe questo che sotto sotto manda i propri figli nella colonia aziendale? Quello-i che tu nel tuo inconscio malato stai immaginando, è (o sono) uno (o quelli), che si è (o sono) sempre battuto-i affinché questo diritto fosse allargato a tutti i lavoratori e non a pochi intimi o agli amici degli amici. Non lo fa-fanno sotto sotto ma alla chiara e calda luce del sole, faI  un'altra indagine a proposito visto che ti trovi , e vedrai come sarai ancora una volta sconfessato. Le colonie estive per i figli dei dipendenti esistevano gia’ con la vecchia Alfa Romeo Avio, annullate una prima volta sono state reintrodotte con l'avvento di Fiat Avio nel 1997, annullate e successivamente ripristinate, con molta saggezza, da Avio 2 anni fa. Come vedi nessuno denigra quando non dovuto, ne per abitudine sputa nel piatto in cui mangia, perché tutti aspirano a lavorare, in un contesto sicuro e positivo, dal primo all’ultimo dei lavoratori , per la serenita’e la prosperita’ propria e dell’azienda, perché questo significa pane e futuro per se e per i propri  cari in questi tempi difficili ed in queste zone come la nostra fortemente depresse dal punto di vista delle opportunita' lavorative.

Se volevi colpire hai usato uno strumento sbagliato, inadatto, il boomerang usato male, puo’  colpire di ritorno chi lo lancia.

Chi avra’ avuto la la pazienza di leggere questo articolo, si rendera’ ben conto di chi tu sia, quanto valga, e quanto meriti la frase finale con cui concludi, "ANELLI DI FRONTE E SERPENTI ALLE SPALLE" una  citazione ai limiti dell’ironia fallica, lasciaci passare l’espressione ed il poco di ironia che non guasta mai.

Con l’anello ed il serpente è piu’ gustoso farci altro… credici, e non tormentare chi sta sudando d’estate e rabbrividendo d’inverno in mezzo ad una strada da 15 mesi per garantirsi e tutelarsi il posto di lavoro. Torna ancora a trovarci e scrivici ancora avremo piacere di pubblicarti e risponderti, ma usa argomenti seri altrimenti interventi similari a questi saranno ignorati e cestinati.  Un saluto anche se non lo meriti.

June 13

Il dolore di Carlo.

Carlo, in questo momento ti siamo tutti vicini, in momenti duri e tristi, come questi, si ritrova l'unione e la comunione di intenti e spirito.Sappi che ti siamo tutti vicino, non possiamo esprimere che vane parole per il tuo dolore.Cosi' come fu per Antonio, la nostra piccola comunita' soffre per te in questo momento, 
saremo sempre e comunque insieme a te.  I compagni della Tenda.
June 09

06 Giugno incendiano la Tenda

Bravi! Complimenti!
Finalmente ci sono riusciti, dopo i veleni, le campagne denigratorie, passano adesso ai fatti!
L'incendio dalle nostre parti, oltre ad essere "lo sfregio", è l'immagine, è l'avviso.
E' il principio di una guerra non dichiarata, prima mentale, sottilmente psicologica
che oggi compie il salto' di qualita' ( in negativo ovviamente).
Ti avvisiamo che adesso non ci fermiamo piu', te ne devi, anzi ve ne dovete andare.
I lavoratori resistono, la parte di sindacato solidale, non molla.
Non a caso dopo gli incendi ai campi Rom, le manganellate alle civili manifestazioni contro l'avvelenamento ambientale, si passa adesso agli incendi delle tende di lavoratori.
Sembrava aprirsi qualche spiraglio positivo nella vicenda della Tenda, ma forse non è cosi'
Hanno anche divelto e  smantellato l'antenna televisiva negando cosi' ai lavoratori
quella minima distrazione nelle calde ed afose ore pomeridiane d'estate,
e nelle fredde giornate invernali.Complimenti a chi consapevole o meno pilotato o meno,
ha avuto il coraggio di fare cio' che ha fatto.Incendiare un pezzo di tela, un pezzo di stoffa, simbolo di una lotta giusta, per il salario e la dignita' di lavoratori offesi e denigrati da ormai quasi un anno e mezzo.
Vergogna !Vergogna !Vergogna !
May 14

12 Maggio l ìIndustria a Pomigliano ieri oggi domani.... i soliti assenti

Finalmente un convegno sul territorio, che parla della situazione (precaria) del sito industriale di Pomigliano. 
Ti aspetteresti che il "Gotha" del sindacalismo aziendale, affluisca in massa all'assise, visto che lamentano e si  
lagnano in continuazione della latitanza dei segretari generali e della mancanza di risonanza dei mezzi di  
informazione.Avevano tutto e tutti a disposizione, organi di stampa, segreterie territoriali, ma di loro, nemmeno l'ombra, scomparsi , squagliati come neve al sole, soliti ordini di scuderia?  
Come altro giustificare una tale assenza in massa pur davanti ai loro dirigenti sindacali ? 
Sara' un caso ma li', dove dovrebbero essere a fare il loro dovere ed esplicare le loro funzioni,  
...dei "Nobel" del sindacato Avio manco vedi l'ombra. 
Ecco, questo è il sindacato agile,  moderno, i sindacalisti che qualcuno sii auspicherebbe, fatto da  
quelli che non fanno domande, non danno fastidio, e non si oppongono a nulla ed a nessuno mai,  
cosi' diversi da quei quelli vecchi ed arcaici nostalgici di 20, 30 o 40 anni 
Questi inguaribili testardi, cosi' duri a morire, fanno ancora battaglie sul posto di lavoro  per i diritti,  
i valori e la dignita' dei lavoratori. 
Sembrera' strano, fuori tendenza nel terzo millennio, purtroppo è cosi', ti trovi ancora di fronte a soggetti  
che non sarebbero mai disposti ad investire un solo centesimo di euro bucato, sul "fondo locusta" di turno 
che si appresta or ora a divorarli, e che non hanno mai minimamente considerato l'azienda dove lavorano una sorta 
di "Municipalizzata". C'è solo da riflettere sul come e perchè il primordiale appoggio "municipalizzato" si è pian piano dissolto, passando alla totale indifferenza di oggi. Misteri, ma non tanto, della vita...... 
Meno male che cè ancora quella parte della Chiesa che non abbandona gli ultimi ed i diseredati cosi' come hanno 
fatto fino ad oggi tutti, lavoratori, politici, pseudo-sindacalisti....Quelli che potevano, ma non hanno fatto. 
C'è da meditare e lavorare molto, con molta buona volonta' da parte di tutti.
 
May 03

Martino il nostro centralinista, la sua storia

Martino in un epoca in cui si sfaldano i ricordi, si perdono i punti di riferimento, tutto è in involuzione, è un punto fermo.
E' il primo punto di contatto dall'esterno, è il" Pronto Avio", che prima fu "Pronto Fiat Avio" e prima ancora "Pronto Alfa Romeo Avio".Quante migliaia di persone lo hanno incrociato per un attimo, hanno incrociato la loro voce con la sua, nella primordiale genesi del primo acchito.La storia di Martino pero' la conoscono in pochi.
Nato con una malattia congenita agli occhi, ha seguito il percorso umano e professionale che vi accingiamo quì a narrare.
Gia' piccolissimo la mamma si accorge di qualcosa che non va',
Lo sguardo del piccolissimo Martino non è uguale a quello dell'altro fratellino gemello, nel gioco naturale degli sguardi tra mamma e figlio, egli non la fissa come l'altro, ..... qualcosa non va'.
A Scisiciano quasi 50 anni fa' la sua famiglia, una famiglia contadina, impatta prepotentemente con la diagnosi terribile che lo ha seguito ed inseguito per tutta la vita.
A pochi mesi subisce il primo intervento agli occhi, ma non recupera piu' di un ventesimo di vista rispetto alla normalita'
Da bambini ci si abitua a qualsiasi condizione anche se innaturale e debilitativa.
Arriva pero' con la crescita un momento in cui si rende conto che, purtroppo non è uguale agli altri.
A 6 anni la sua scuola non è la scuola degli altri bambini di Scisciano, dopo averlo preparato all'evento, un mattino di Ottobre,
 il papa' gli parla del treno e del Pullman che attraversa divorando le strade della grande citta'.
"Mamma perchè piangi? Sei davvero una bambina piccola!"
Martino entusiasta di vivere l'esperenza del viaggio piu' lungo e significativo della sua vita,
bacia  mamma e vola col papa' a Napoli al centro per ciechi Martusciello di via Cilea al Vomero.
Che bello quel treno! il pullman il famoso 182 che lo porta dalla Ferrovia al Vomero, la citta' !
La nuova vita! Papa' perchè vai via? Mi lasci solo qui' tanto lontano?
Stavolta è Martino a piangere, il pianto lieve naturale, di un bambino di sei anni, che abbandonato l'entusiasmo della novita'
capisce che il suo bellissimo, sognato e fantasticato viaggio, era di un viaggio di sola andata, almeno per il momento.
"Pero' papa' torna per i morti e ti riporta a casa!"
Puntuale papa' ritorna per i morti e lo riporta a casa, cosi' come per tanti, troppi anni,
"Mamma! Non fai che piangere!  Ho tanti amici li' sto imparando un sacco di cose e poi non mi pesa la mia condizione...
Pero' adesso voglio stare stretto stretto a te!  Mamma non mi lasciare andare piu'!!!"  
La ragione detta le condizioni e l'abbraccio ebbe termine pochi giorni dopo, ed il viaggio per il centro Martusciello ricomincia. 
Dai 6 ai 16 anni Martino ha vissuto così, da esiliato per la sua condizione fisica, ha vissuto e subito un abbandono,  per Amore. 
Chi adesso immagina tutto cio' ribaltato sui propri figli, o su qualche altro suo caro, rimarra' qui' una parte di cuore,
cosi' come ci è  rimasta nel momento in cui abbiamo ascoltato questa storia, in quella squallida ed umida sala adibita a centralino. 
Ha dei ricordi bellissimi di quegli anni, amici, divertimento, solidarieta'  ma anche impegno, studio e fatica!
"Sai eravamo tutti costretti a farci i lettini ed ordinare la stanzetta, anche i bambini completamente ciechi!"
diceva , ed ancora " Ma da quel centro  siamo usciti forti e preparati!  infatti appena uscito di la' ho preso il diploma" 
Ha un rammarico, avrebbe voluto seguire un corso di fisioterapista, ma non è andata cosi' e se la prende un po'. 
Fino a qualche anno con quel poco di vista che gli rimaneva, aveva ancora l'autonomia , ma sopratutto il coraggio, zizgando non senza
qualche pericolo, per recarsi da solo, testardamente al treno della  Circumvesuviana di Pomigliano per tornarsene a casa.
Una testardaggine ed un coraggio ammirevole. Puntuale ogni giorno il valoroso Signor Salvatore Muoio oggi  in pensione, lo lo accompagnava a mensa. A Martino tutto è concesso, durante gli scioperi piu' duri e significativi,obbligato alla presenza in azienda,
chiedeva il permesso di entrare al presidio, e tutti all'ingresso  gli facevano spazio per farlo entrare, e nessuno osava parlare.
Ogni qualvolta lo sentiamo, ci ricorda sempre che è solo in quello stanzino e c'è poca gente che lo va a trovare,
Rosaria l'altra centralinista è andata in pensione svariati anni fa' e non è mai stata sostituita.
Lo svecchiamento, il progresso tecnologico, assieme alla assegnazione delle linee telefoniche esterne un po' a tutti gli impiegati,
ha sortito il suo effetto, il lavoro è diminuito ed il suo personaggio non è piu' conosciuto come prima, quando dirigeva e smistava sapientemente e con preofessionalita' il traffico telefonico di una azienda con quasi 2000 dipendenti,
ridotta oggi a poco piu' di 900 persone. Dice che il suo, come tanti altri, è un lavoro sul viale del tramonto e destinato ormai all'estinzione.Comunque ancora oggi, Martino vecchio nostalgico Socialista è sempre un punto di riferimento per la vecchia guardia dei lavoratori dell'Avio.Ogni tanto domanda della Tenda e si rammarica della condizione di quei Lavoratori "Che ancora non tornano dentro!"
 
April 29

come son belli quando passeggiano e ridono

Si son davvero belli quando passeggiano e ridono ...dentro,
tra le mura amiche, al caldo e protetti dal signor padrone
I professionisti del SignorSi'. Se la contano e se la cantano,
ma come si fa' con tutto quello che sta succedendo?
Pseudo sindacalisti allegri in fabbrica, capo chino ed occhi a terra appena mettono il piede fuori dal cancello.Che vergogna! Che meschini! Poi ci si lamenta che le persone prendono le distanze dal sindacato, dalla politica e dalle istituzioni, e sopratutto ci si stupisce di chi vinca le elezioni!!!
 
April 17

11 Aprile altre 316 persone lasciano Pomigliano.... Incidenti e presidi alla Fiat

E' ormai un dato.
Altre 316 persone lasceranno Pomigliano
indirizzati verso un nuovo sito logistico di Fiat.
Pur senza inoltrarci nella specificita' tecnica e lavorativa
si puo' solo dire che dal polo industriale di Pomigliano
altre 316 persone, 316 lavoratori saranno spostati altrove.
E' una emorragia senza fine e senza soluzione di continuita'?
Con l'avvento al governo di berlusconi e della destra
xenofoba e razzista della lega un brutto,
pessimo presentimento aleggia sul polo industriale pomiglianese,
le sue prime dichiarazioni non promettono nulla di buono,
d'altronde da lui nulla di buono ci si piu' aspettare
alla luce dei disastrosi governi del 94-96 e del 2001-2006.
In quale futuro sperare?
 
 
March 29

La devastazione del territorio e dell'ambiente il sito di Nunzia

 
La devastazione del territorio e dell'ambiente :  Il sito di Nunzia 
Nunzia è una ragazza coraggiosa, da anni denuncia la devastazione del territorio e dell'ambiente delle nostre zone, ecco i suoi siti:   
oppure : http://nunzia1978.splinder.com/   Visitare !
March 23

Pasqua 2008 un anno di passione....(A.G.)

S1052658 
ANCORA UNA PASQUA ALLA TENDA,
CHI CI AVREBBE SCOMMESSO?
ANCORA UNA LOTTA DI LAVORATORI,
CHE DURA DA PIU' DI UN ANNO, NEL TERZO MILLENNIO.
 
LA PASQUA, SIMBOLO DI PASSIONE SOFFERENZA  ED INFINE DI RESURREZIONE E' IL PERFETTO EMBLEMA DI QUESTA LOTTA DI LAVORATORI PER L'AFFERMAZIONE DEI PROPRI DIRITTI E DELLA PROPRIA DIGNITA'.
March 12

04 Marzo Incontro Unione Industriali nulla di nuovo

Nulla di nuovo e di buono dall' incontro richiesto a piu' riprese dalla Fiom Cgil. 
Dopo la richiesta da parte della Fiom Cgil di cessazione del regime di cassa integrazione , per riaprire cosi' il dialogo ed il confronto fermo da un anno ormai. 
L' azienda risponde che ha fatto tutti gli sforzi per ridurre il numero di persone in cassa integrazione, ne rimangono fuori ancora altre 27, e se non cambiano le condizioni, di piu' non puo' fare, se non reintegrare tutti alla fine dei 2 anni nel Marzo 2009.  
Le altre organizzazioni Fim FIsmic Uilm apprezzano l'operato aziendale e chiedono un ulteriore sforzo, che almeno al momento non c'è. 
In azienda ci sono  lavoratori interinali e si fa straordinario. Ognuno si faccia la sua opinione su tutto cio'. 
Inizia cosi' una querelle di comunicati tra la Fiom Cgil e la Uil Uilm. 
Il sindacato è diviso e spaccato. 
In tutto questo la Tenda continua a vivere e resistere un anno ha temprato uomini e spirito.

Ci siamo tra qualche giorno è un anno....

Il 3 Marzo sara' l'anniversario della Tenda.
 
L'anniversario di un anno di lotte e sofferenze, di illusioni e di sacrifici, sacrifici eroici, di altri tempi, di altri momenti.
 
Una delle piu' lunghe lotte di questo inizio di terzo millennio (come affermava Jorge Coulon degli Inti Illimani)
 
avviene davanti ai cancelli di una ormai centenaria e gloriosa azienda campana.
 
L 'Alfa Avio poi Fiat Avio poi Avio S.p.A. un continuo susseguirsi di denominazioni che non hanno portato nulla di buono.
 
In un decennio o poco piu' si è quasi dimezzata la forza lavoro del comprensorio, che oltre l'emorragia della Fiat Auto (ex Alfa Romeo) aggiunge anche quella dellAvio.
 
La globalizzazione, la delocalizzazione, paroloni che dietro il loro intrinseco significato nascondono, storie, drammi, tensioni, paure ma sopratutto poverta'.
 
Le nuove poverta' quelle sulle quali si spengono i riflettori, quelle sulle quali tutti tacciono e parlarne è pressochè impossibile.
 
L'impiegato ex ceto medio è passato oggi nella fascia della poverta', l'operaio a 1000 euro al mese è ormai relegato nella fascia della nuova schiavitu',la schiavitu' delle cambiali, dei ratei ad interessi da strozzinaggio delle finanziarie, che prima illudono e poi lentamente uccidono.
 
La Tenda è un passaggio di vita, nella metafora della tenda Tenda tutti ci possiamo immedesimare, la Tenda è il passaggio dalla stentata normalita' al baratro.
 
Persone impoverite da un lato, e dall'altro  colleghi e compagni illusi dalla chimera dello straordinario e dalla illusione della intoccabilita'.
 
Tutto cio' non è avvenuto ne tantomeno sarebbe potuto accadere senza il consenso, nemmeno tanto velato di collaborazionisti pseudo sindacali.
 
Hanno saputo artatamente addormentare le coscienze, per meglio governare il processo degli esodi e degli spostamenti, e l'anatema ha colpito colui o coloro che si sono opposti a cio', cosi' oggi abbiamo come risultato quello di una fabbrica in salute con lavoro interinale e poco piu' di trenta disgraziati a 800 euro euro al mese posizionati da un anno su un marciapiede......come le puttane, ma con la dignita' di uomini veri,
fetta_torta_1quelli di cui oggi è molto difficile trovarne traccia.
 
 
February 14

La notte del 10 Febbraio furto alla tenda

Nella notte tra Sabato e Domenica la nuova Tenda è stata visitata da qualcuno che aveva  bisogno.. .
Hanno prelevato, dopo averla lacerata nella parte posteriore, tutti i viveri. 
Solo chi è nel bisogno compie questi atti, pochi chili di pasta , un po' di formaggio, 
un po' di riso, viveri frutto della solidarieta' dei lavoratori e della chiesa di Pomigliano. 
E' stato fatto del bene a chi ne aveva bisogno che ha preso senza chiedere. 
Bastava chiedere, nel momento del bisogno solo un povero, puo' comprendere ed aiutare, 
un altro povero. La chiesa ha provveduto a fornire un piccolo aiuto alimentare, l'ennesimo
ed i lavoratori dall'interno hanno dato una piccola mano per le spese giornaliere di sopravvivenza  
primaria.Una piccola goccia di bene, nell'immenso mare dell'indifferenza.
February 02

Arriva una nuova Tenda

S1052158 
02 Febbraio 2008 Son passati ormai 11 mesi, ed una nuova Tenda prende il posto di quella vecchia, strappata via dal vento terribile dei giorni passati.La testimonianza di una lotta per i giusti diritti al lavoro ed alla dignita' della persona continua.Il traguardo  sembra vicino, spetta adesso alla buona volonta' degli uomini compiere l'ultimo e determinante passo.
January 24