SICUREZZA: FAMIGLIA CRISTIANA,SPERIAMO NON RINASCA FASCISMO ITALIA
ROMA - E' polemica aperta ormai tra il governo e Famiglia Cristiana, dopo il nuovo attacco di oggi del settimanale sugli ipotetici rischio di un ritorno al fascismo. Nel respingere le accuse di ''cattocomunismo'' lanciate da esponenti del centrodestra, Famiglia Cristiana cita un rapporto dell'organizzazione Esprit augurandosi che ''non sia vero il sospetto'' che in Italia stia rinascendo il fascismo ''sotto altre forme''. In un editoriale firmato da Beppe del Colle, il settimanale cattolico torna a criticare aspramente le misure varate dal governo italiano in tema di sicurezza, soprattutto ''la sciocca e inutile trovata di rilevare le impronte digitali ai bambini rom'' e ricorda come in Europa sia tornata alla mente, ''come un simbolo'', la foto del bimbo ebreo nel ghetto di Varsavia con le mani alzate davanti alle SS. ''Ora basta'', si legge nell'editoriale sul numero in edicola di questa settimana che replica soprattutto al sottosegretario alla Famiglia. Giovanardi, scrive Famiglia Cristiana, ''non ha nessun titolo per giudicarci dal punto di vista teologico-dottrinale. Nessuna autorita' religiosa - puntualizza il settimanale - ci ha rimproverato nulla del genere. Siamo stati, siamo e saremo sempre in prima linea su tutti i temi 'eticamente irrinunciabili': divorzio, aborto, procreazione assistita, eutanasia, 'dico', diritti della famiglia; abbiamo condannato l'inserimento dei radicali nelle liste del Pd. E ora basta''. ''Non siamo mai cambiati - aggiunge del Colle - nel modo di affrontare le realta' del mondo con spirito di cristiani. Eppure, di tanto in tanto arrivano lettere: siete cattocomunisti. Perche'? Perche' critichiamo l'attuale Governo, come abbiamo fatto con tutti i Governi, anche democristiani, quando ci sembrava giusto e cristiano farlo''. Intanto, per il direttore del settimanale, don Antonio Sciortino, arriva la querela del capogruppo Pdl al Senato Gasparri per le dichiarazioni in una intervista a La Stampa.[T] . A difesa del settimanale scende in campo il portavoce di Articolo 21, Giuseppe Giulietti. 'Famiglia Cristiana e' un giornale libero. Quando governava il centrosinistra -ricorda Giulietti-, sempre sui temi della poverta', rivolse dure critiche alla maggioranza di allora. E l'opposizione le saluto' con cori da stadio'. L'Udc invita a evitare estremismi: 'Le critiche di merito al provvedimento sui rom sono fondate e legittime ... dice il portavoce Francesco Pionati.
foto La Stampa)Il seno coperto della verità forse non significa che il premier stia diventando bigotto (in sintonia col personaggio mi sarei aspettato piuttosto un intervento al silicone), ma una sua sensazione di disagio di fronte a le verità svelate…
Lella Says: Oh no, caro Jorge, permettimi di dissentire… poichè una reazione di disagio di fronte a verità svelate denuncerebbe un residuo di pudore, forse persino un rigurgito di dignità, da cui il nostro premier da tempo è ormai esente. Egli esercita semplicemente l’ attitudine che gli è propria: l’arroganza cieca e spudorata del POTERE! Un abbraccio Lella
Roberto Says: Caro Corke:Neanche in questa pazzia Berlusconi ha saputo essere originale. Appena cominciato, il règime de GW Bush ha coperto quanto seno e coscia si hanno trovato in loro edifici federali.Come dicono i napolitani: “Io, speriamo che me la cavo…”
jorge coulon Says: Certamente non è originale… buona parte dell’arte classica é coperta dalle foglie di fico…Grazie Roberto… approfitto di raccomandare vivamente il tuo blog. Da non perdere !!! http://noticiassecretas.blogspot.com/
Paola Says: Il seno del Tiepolo e le adunate sediziose Vanno bene le ex veline ministre e i ministri in odore di mafia, vanno bene i “pizzini” conditi di baci alle parlamentari e l’agenda squadernata con appuntamenti, come dire, “metapolitici” … ma un seno dipinto, no, capperi, direbbe il buon Osgood Fielding III! Roba da pazzi. Ma leggete la chiusa del bravo Fabrizio Roncone … in cauda venenum … J. Saluti cari.
Corriere della Sera 3 agosto 2008 Le donne, a Palazzo Chigi, preferiscono vederle vestite. E non importa se quella che esibisce un seno — piccolo, tondo, pallido — se ne sta su una copia del celebre dipinto di Giambattista Tiepolo (1696-1770): «La Verità svelata dal Tempo ». Il dipinto, che Silvio Berlusconi aveva scelto come nuovo sfondo per la sala delle conferenze stampa, viene ritoccato. È successo. La testimonianza fotografica è inequivocabile. Prima si scorge un capezzolo. Poi il capezzolo sparisce. Coperto, si suppone, con due colpetti di pennello…. Bonaiuti, scusi: ma cosa li avrebbe turbati tanto? «Beh… sì, insomma: quel seno, quel capezzoluccio… Se ci fate caso, finisce esattamente dentro le inquadrature che i tg fanno in occasione delle conferenze stampa». E quindi? «E quindi hanno temuto che tale visione potesse urtare la suscettibilità di qualche telespettatore. Tutto qui». C’è da dire che in occasione delle prime inquadrature ormai risalenti alla conferenza stampa del 20 maggio scorso (con il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia perfettamente centrata sotto la femminile Verità ancora scoperta) al centralino di Palazzo Chigi non risultano essere giunte particolari proteste da parte della cittadinanza italiana. Nè preoccupazioni per eventuali turbamenti vennero comunque al Cavaliere e al suo architetto di fiducia, che lo aiutò nella scelta del celebre dipinto: Mario Catalano, forse non casualmente già scenografo del memorabile programma di spogliarello televisivo «Colpo Grosso», condotto da Umberto Smaila su Italia 7 dal 1987 al 1991, con le ragazze, chiamate «mascherine», che — appunto — si facevano volar via il reggiseno cantando «Cin cin/ fruttine prelibate/ cin cin…». Fabrizio Roncone
La lettera inviataci è sotto, alla fine della risposta.
GENTILE SIGNORE, DAVVERO NON RIUSCIAMO A CAPIRE COSA VUOLE DIRCI QUANDO DICE "CHE NON SI SCRIVONO COSI' LE PAGINE SINDACALI," NON TOCCA CERTO AD UN BLOG DI SOLIDARIETA' QUALE QUESTO DIRE E SPIEGARE ANDAMENTI, NEGOZIATI E TRATTATIVE SINDACALI. QUESTO SPETTA A COLORO I QUALI NE SONO DEPUTATI E TITOLATI, E SONO TANTI, PENSI, 15 DELEGATI RSU, 4 SEGRETARI PROVINCIALI ALTRETTANTI REGIONALI ED ANCORA ALTRETTANTI NAZIONALI, ALTRE DUE ORGANIZZAZIONI NON RICONOSCIUTE TRA LE CONFEDERALI, COME VEDE SIAMO GIA' AD UNA TRENTINA DI PERSONE E PIU'.FACENDO ATTO DI MODESTIA, ATTENDIAMO AL PIU' PRESTO UN INCONTRO CON LEI IN MODO CHE POSSA DARCI UNA LEZIONCINA IN MERITO NON APPENA AVRA' UN PO' DI TEMPO, LEI QUANDO CI SCRIVE PARLA AL SINGOLARE SAPPI CHE SIAMO PIU' UNITA' QUINDI QUANDO VORRA' CONTATTARCI ANCORA, SI ESPRIMA , GENTILMENTE, AL PLURALE. RISPETTO AGLI INTERROGATORI A CUI HA SOTTOPOSTO I LAVORATORI DI AVIO, SAREMMO FELICI DI SAPERE QUALI DI QUESTI HA INTERPELLATO, QUELLI CHE CON ONORE E DIGNITA' E SOPRATUTTO SCHIENA DRITTA,SI SON SEMPRE SOFFERMATI CON I COMPAGNI SFORTUNATATI POSTI IN CASSA INTEGRAZIONE CHE STAZIONAVANO ALLA TENDA, O CON QUELLI CHE CON ALTRATTANTO ONORE E DIGNITA' SFILAVANO CAPO CHINO ED OCCHI A TERRA, LUNGO I MURI DI CINTA O ZIZGAGAVANO NEI MODI PIU' BIZZARRI E STRAVAGANTI PUR DI SFUGGIRE LO SGUARDO DEI LAVORATORI IN DIFFICOLTA'. COME VEDE, NELLA VITA CI SI DIVIDE SEMPRE IN DUE ( O PIU') CATEGORIE, E DA COME CI HA SCRITTO GIA' CI FA IMMAGINARE LEI DA QUALE PARTE STA. (SE è DI NAPOLI LEI AVRA' GIA CAPITO LA METAFORA...) LA TENDA HA CONCLUSO IL SUO CICLO, SE LEI è DAVVERO INTENZIONATO A CAPIRE PERCHE' I LAVORATORI HANNO PRESO TALE DECISIONE, NON DEVE FAR ALTRO CHE CHIEDERLO AI DIRETTI INTERESSATI, LORO SAPRANNO DARLE CERTAMENTE UNA RISPOSTA DIRETTA E CHIARA, EVITANDOLE ALTRI ARZIGOGOLAMENTI INUTILI. L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE, PUR AVENDO IN CALENDARIO DA MARZO 2007 I FAMOSI LAVORI DEI MARCIAPIEDI DI CUI LEI PARLA, AD ONOR DEL VERO, PER 500 GIORNI ALL'INCIRCA,NON SOLO HA AIUTATO I LAVORATORI DELLA TENDA DAL PUNTO DI VISTA POLITICO E SINDACALE, MA. IN PRINCIPAL MODO FORNENDO ALLA TENDA, CORRENTE, LUCE ED ACQUA, IL CESSO NO, (DI QUELLI GIA' NE AVEVAMO GIA' ABBASTANZA....) COSTAVA BEN 108 EURO MENSILI PAGATI SISTEMATICAMENTE, CON I SOLDINI DEGLI STESSI LAVORATORI CHE LEI DICE DI AVER INTERVISTATO, MA QUESTO LEI SI è CERTAMENTE SCORDATO DI CHIEDERLGLIELO E LORO (I LAVORATORI OVVIAMENTE) DI DIRGLIELO. NOTIZIA DELL'ANNO QUELLA IN CUI LEI RIFERISCE CHE L'AZIENDA NON AVREBBE INTRAPRESO TRATTATIVA ALCUNA SENZA "LA RESA INCONDIZIONATA DEGLI OCCUPANTI DELLA TENDA" L'IMPORTANZA CHE HA DATO CON QUESTA FRASE ALLA TENACIA DEI LAVORATORI NE GIUSTIFICA SICURAMENTE L'ONORE E LA DIGNITA' NON CHE LA TENACIA CON LA QUALE HANNO PORTATO AVANTI LA TUTELA DEI PROPRI DIRITTI. E' DAVVERO UNA NOTIZIA BOMBA, DA CIO' SI EVINCE CHE LEI è INFORMATO IN PRIMA PERSONA DEI PIANI AZIENDALI, PER CUI SE NE DEDUCE CHE LEI O è UNO MOLTO VICINO ALL'ENTOURAGE AZIENDALE, SE AVESSE RAGIONE, O è UN MILLANTATORE, SE AVESSE TORTO, PERO' PER DIRLE LA VERITA', A NOI DI CIO' POCO IMPORTA. LEI PARLA DI UNA NOTIZIA SPARSA TRA I LAVORATORI A PROPOSITO DELLA CESSAZIONE DELLA CASSA INTEGRAZIONEPER IL 1 SETTEMBRE, NON CI RISULTANO COMUNICATI UFFICIALI DI CHI CHE SIA, LA NOTIZIA LA APPRENDIAMO QUI' PER LA PRIMA VOLTA, SI VEDE CHE LEI HA DEI CATTIVI INFORMATORI. QUANDO ASSERISCE CHEBISOGNA DIRELA VERITA' AI LAVORATORI, CONCORDIAMO CON LEI, CI SONO I 15 DELEGATI, CHE HANNO PER FARLO UN MEZZO IMPORTANTE, VITALE , SACRO PER LA DEMOCRAZIA, L'ASSEMBLEA DEI E CON I LAVORATORI, MA... NON NE FANNO, PERCHè? SEMPLICE, DA UN ANNO E MEZZO LA DEMOCRAZIA E' BLOCCATA .ULTIME DUE RISPOSTE, REIMPIANTARE LA TENDA?, CI PROVI LEI, CI SONO TANTE RAGIONI PER PROTESTARE O PER EVIDENZIARE UNA QUALSIASI COSA CHE NON VA', PENSIAMO AGLI INCENERITORI (CHE DAL PROSSIMO DICEMBRE, GRAZIE AL NOSTRO primo ministro, CI PORTERANNO UN BEL INCREMENTO DI MALATTIE DA INQUINAMENTO AMBIENTALE GUARDI QUI SE NON CI CREDE http://it.youtube.com/watch?v=dEMI8yY_cbY .NEL CONTESTO IN CUI VIVIAMO IL GIA' TRISTEMENTE FAMOSO TRIANGOLO DELLA MORTE, GUARDI QUI' PER CREDERE http://nunzia1978.spaces.live.com/photos/cns!39E55FBC9F48791F!3171/cns!39E55FBC9F48791F!3178/ LEI NON RESISTERA' 503 MINUTI, MA NEMMENO 503 SECONDI, RICORDI QUESTO NUMERO 503 CINQUECENTOTRE E SON GIORNI OSSIA 12072 ORE, OPPURE 724.320 MINUTI ,O ANCORA 43.459.200 SECONDI, SE NON L'HA CAPITO, è QUESTA LA VITTORIA I 43.459.200 SECONDI DI RESISTENZA, EFFETTUATA, VISSUTA, CREDUTA FINO IN FONDO, IN UN MONDO COME QUELLO DI OGGI, CON UNA SOCIETA' SFALDATA E SFIDUCIATA, SENZA VALORI E SENZA IDEALI, TANTO DA DARE IL POTERE ANCORA UNA VOLTA AD UN CERTO berlusconi, EQUIVALGONO NON AD UNA VITTORIA MA AD UN TRIONFO. RIFLETTA CARO AMICO E SEGUA SEMPRE IL NOSTRO BLOG, CI FARA' MOLTO PIACERE.
La lettera ricevuta : LA TENDA HA VINTO?!? MA COSA? NON E’ COSI’ CHE SI SCRIVONO PAGINE DI STORIA DI UNA LOTTA SINDACALE, BISOGNA AVER CORAGGIO E DIGNITA’ NEL DIRE COME REALMENTE SI SONO SVOLTI I FATTI!! DA COME HO POTUTO VEDERE E SEMPLICEMENTE CHIEDENDO AI LAVORATORI DI AVIO, HAI SCRITTO SOLO FANTASIE SPRIGIONATE DELLA TUA MENTE. QUESTI SONO REALMENTE LE CONCLUSIONI DI 503 GIORNI DI LOTTA: )SONO STATE DIVELTE TUTTE LE TENDE PER FAR SPAZIO AI LAVORI COMMISSIONATI DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE, CHE PRIMA LI HA AIUTATI E POI LI HA SFRATTATI; )PER INIZIARE A DISCUTERE DELL’EVENTUALE RIENTRO ANTICIPATO DEI LAVORATORI IN CASSA, L’AZIENDA NON SI SAREBBE PRESENTATA ALL’UNIONE DEGLI INDUSTRIALI DI NAPOLI, SE NON CI FOSSE STATA LA RESA INCONDIZIONATA DEGLI OCCUPANTI DELLA TENDA; 3)CHE LA NOTIZIA SPARSA TRA I LAVORATORI, E CIOE’ IL RIENTRO DALLA CASSA FOSSE COSA FATTA PER IL 1° SETTEMBRE AL RESO DEI FATTI E’ UNA MENZOGNA! LA DISCUSSIONE TRA L’AZIENDA E IL SINDACATO RIPRENDERA’IL GIORNO 8 SETTEMBRE SENZA LA CONFERMA DEL REINTEGRO DEI LAVORATORI. QUINDI SE QUESTA LA CONSIDERI UNA VITTORIA STORICA, ALLORA NON CI SI DEVE NEMMENO MERAVIGLIARE SE IL PRESIDENTE IRANIANO MAHMUD AHMADINEJAD AFFERMA CHE L’OLOCAUSTO E’ UNA PURA INVENZIONE DEL MONDO OCCIDENTALE, A FAVORE DI ISRAELE COMUNQUE CREDO CHE SAREBBE OPPORTUNO, PER RIMANERE CONSEQUENZIALI AL PROPRIO PENSIERO, DI REIMPIANTARE LA TENDA E DI DIRE LA SEMPLICE VERITA’ A TUTTI I LAVORATORI DISTINTI SALUTI ETTORE D. (IL SIGNORE SI è FIRMATO PER INTERO) P.S. PUBBLICALA SUL BLOG IN MODO CHE CHI LO VISITA POSSA “SENTIRE LE DUE CAMPANE”
"E' una lunga sera e nel cielo ci sono milioni di stelle, una più affascinate dell'altra, in ognuna c'è un piccolo segreto, ognuna ha un lungo viaggio da compiere, e una di esser, proprio la più piccola, la più lucente, la più lontana, sta compiendo per me il più lento ed il più lungo dei viaggi, per arrivare in un luogo chiamato infinito, proprio lì sono i miei due grandi amori, proprio lì nell'infinito un giorno potrò riabbracciare le mie stelle. Quelle stelle che avranno il potere di illuminare l'immensità del cielo e che nessuno potrà più spegnere mai. "
dal diario di Rita Atria
Chi Siamo
L’Associazione Rita Atria nasce a Milazzo – Messina - nell’inverno del 1994 dall’iniziativa di due studentesse Nadia Furnari e Santina Latella. L’obiettivo è quello di raccogliere le immagine delle stragi del 92 custodite nella nostra mente e trasformale da dolore in azioni. La voglia di dare un senso a quella frase “Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe” era talmente forte che non abbiamo mai pensato a quello che avremmo dovuto affrontare. Così abbiamo proposto a Dario Russo amico di tante battaglie e al tempo assessore alla cultura un lavoro con le scuole... ma tutto è durato poco perché l’esperienza della giunta della primavera Milazzese sarebbe cessata due mesi dopo. Una bella convergenza di intenti ha fatto sì che la nostra proposta piacesse ad altri ragazzi e ragazze (Simona, Milena, Angela, Simone, Loredana, Giovanni, Dario, Salvo… i più fedeli), al distretto scolastico (sponsor per i progetti scolasti per quattro anni), alle scuole…, così nasce l’Associazione Antimafia Rita Atria di Milazzo. Il primo appuntamento ufficiale nell’aprile del 1995 con tutte le scuole medie e rappresentanze delle superiori al Paladiana di Milazzo con Rita Borsellino e Nonno Nino (Nino Caponnetto). Non abbiamo mai sentito il bisogno di andare da un notaio per la costituzione formale perché la Costituzione italiana ci permetteva di esistere e soprattutto non avremmo mai chiesto finanziamenti a nessuno se non piccoli contributi da chi ci stava accanto… Quindi ogni iniziativa è stata finanziata dai ragazzi delle scuole, dalla generosità a volte degli stessi relatori amici che si sono accontentati di mangiare e dormire in case private…. Per finanziarci abbiamo prodotto i libri bianchi e le videocassette dei progetti sulla legalità. Insomma, piccoli imprenditori della libertà. Nessuno quindi ha mai potuto comprare il nostro silenzio e la nostra “rettitudine”. I nostri unici punti di riferimento: Sandro Marcucci, Mario Ciancarella, Nino Caponnetto,Rita Borsellino, Luigi Ciotti, Piera Aiello, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Peppino Impastato e ovviamente la grande Rita Atria. Un grazie particolare va a Franca Imbergamo, Vittorio Teresi, Felice Lima, Michela Buscemi, Pina Grassi, Silvia Bonardi, al Capitano Piermarini, Emilio Midrio Bonsignore, Emanuele Giuliano, Padre Gregorio Battaglia, e a teanti altri che ci sono stati accanto senza riserve. Inoltre, questa Associazione ha un grande privilegio: quello di avere tra i suoi aderenti una “certa” Piera Aiello e un “certo” Mario Ciancarella. Entrambi Testimoni. …ma questa è un’altra storia che merita di essere raccontata in pagine bianche con tanti spazi tra le righe per far arrivare l’inenarrabile.
Alcune tra le battaglie più importanti
Nel 1996 l’Associazione si intesta la lotta per la riapertura del caso sull’omicidio di Graziella Campagna avvenuto a Villafranca il 12 dicembre del 1985. Scrive, insieme al Comitato per la Pace ed il Disarmo Unilaterale di Messina il Libro: Graziella Campagna a 17 anni vittima di mafia… Nel 1997 presenta un dossier sulle violazioni dei diritti umani dei Testimoni al sottosegretario Sinisi. Lo scontro è duro soprattutto per la rivendicazione dei documenti di Piera Aiello rimasta un’ombra per ben 6 anni (cioè una donna senza diritti). Nella primavera del 1997 i ragazzi dell’Associazione aiutano Piera a prendere il diploma di maturità Magistrale organizzando vere e proprie staffette didattiche sia a domicilio (con i permessi ministeriali) che telefoniche. Il 26 luglio del 1997 organizza a Partanna il funerale che Rita Atria non ha mai avuto. Questa volta c’erano tutti: Don Luigi Ciotti, Rita Borsellino, Nino Caponnetto, Giancarlo Caselli, Alessandra Camassa, Mario Blunda … persino Giovanna Cannova, la madre di Rita. Nasce la sezione partannese con Michele Tammuzza. Nell’anno scolastico 1997/1998 segue un progetto alla legalità nella scuola media di Partanna. Ben 40 ragazzi scrivono a Piera Aiello per dimostrare che quel pezzo di Partanna stava con lei…. Negli anni successivi la scuola non rinnova la collaborazione. Per l’anniversario di Rita Atria del 1998 oltre alla Messa organizza a Partanna un convegno sull’importanza della testimonianza mettendo in evidenza che uno Stato che manda in esilio i Testimoni è uno Stato perdente. In quell’occasione attraverso un collegamento telefonico i cittadini di Partanna plaudono a Piera Aiello…
Gli anni successivi l’Associazione allarga il suo raggio d’azione e, oltre a seguire le evoluzioni del processo Campagna e dei diritti dei Testimoni di Giustizia, entra nel comitato Sandro Marcucci di Pisa…. Ma questa è un’altra storia…
Oggi l’Associazione è formata da persone che hanno voglia di fare. Non ci sono tessere, non ci sono mega riunioni organizzative, ognuno propone e gli altri (in tutte le parti d’Italia), se ritengono valida la proposta, la supportano. Ognuno è responsabile delle cose che fa. La “tessera” dell’Associazione viene data virtualmente a tutti coloro che hanno fatto della storia di Rita una fonte di partenza per combattere “la mafia che c’è in ognuno di noi”. …ma c’è una responsabile visibile: Nadia Furnari e una “invisibile” ma presente: Piera Aiello. Nonché un grande socio onorario dal nome: Mario Ciancarella….ma anche questa è un’altra storia che un giorno racconteremo.
Aiutateci ad alimentare il sito di storie perché come diceva il nostro caro Amico e "faro" Sandro Marcucci , ucciso il 2 febbraio del 1992, “Con le nostre storie e con il nostro impegno, e non con i principi e le parole dobbiamo avvicinarci agli altri”.
Padre Alex Zanotelli, per me una scheggia del cuore di Cristo, mi ha inviato questa lettera da Napoli. Il business dell'emergenza è il futuro della Campania, l'assicurazione sulla vita della politica inquinata. L'emergenza giustifica i mezzi e il fine sono sempre i soldi.
"Carissimi, è con la rabbia in corpo che vi scrivo questa lettera dai bassi di Napoli, dal Rione Sanità nel cuore di quest’estate infuocata. La mia è una rabbia lacerante perché oggi la Menzogna è diventata la Verità. Il mio lamento è così ben espresso da un credente ebreo nel Salmo 12: “ Solo falsità l’uno all’altro si dicono: bocche piene di menzogna,tutti a nascondere ciò che tramano in cuore.Come rettili strisciano,e i più vili emergono,è al colmo la feccia.” Quando, dopo Korogocho, ho scelto di vivere a Napoli , non avrei mai pensato che mi sarei trovato a vivere le stesse lotte. Sono passato dalla discarica di Nairobi, a fianco della baraccopoli di Korogocho alle lotte di Napoli contro le discariche e gli inceneritori.Sono convinto che Napoli è solo la punta dell’iceberg di un problema che ci sommerge tutti.Infatti, se a questo mondo, gli oltre sei miliardi di esseri umani vivessero come viviamo noi ricchi (l’11% del mondo consuma l’88% delle risorse del pianeta!) avremmo bisogno di altri quattro pianeti come risorse e di altro quattro come discariche ove buttare i nostri rifiuti. I poveri di Korogocho, che vivono sulla discarica, mi hanno insegnato a riciclare tutto, a riusare tutto, a riparare tutto, a rivendere tutto, ma soprattutto a vivere con sobrietà. E’ stata una grande lezione che mi aiuta oggi a leggere la situazione dei rifiuti a Napoli e in Campania, regione ridotta da vent’anni a sversatoio nazionale dei rifiuti tossici.Infatti esponenti della camorra in combutta con logge massoniche coperte e politici locali, avevano deciso nel 1989, nel ristorante “La Taverna” di Villaricca”, di sversare i rifiuti tossici in Campania.Questo perché diventava sempre più difficile seppellire i nostri rifiuti in Somalia. Migliaia di Tir sono arrivati da ogni parte di Italia carichi di rifiuti tossici e sono stati sepolti dalla camorra nel Triangolo della morte (Acerra-Nola- Marigliano), nelle Terre dei fuochi (Nord di Napoli) e nelle campagne del Casertano. Questi rifiuti tossici “bombardano” oggi, in particolare i neonati, con diossine, nanoparticelle che producono tumori, malformazioni , leucemie. Il documentario Biutiful Cauntri esprime bene quanto vi racconto. A cui bisogna aggiungere il disastro della politica ormai subordinata ai potentati economici-finanziari.Infatti questa regione è stata gestita dal 1994 da 10 commissari straordinari per i rifiuti,scelti dai vari governi nazionali che si sono succeduti. In 15 anni i commissari straordinari hanno speso oltre due miliardi di euro, per produrre oltre sette milioni di tonnellate di “ecoballe”, che di eco non hanno proprio nulla : sono rifiuti tal quale, avvolti in plastica che non si possono nè incenerire, né seppellire perché inquinerebbero le falde acquifere. Buona parte di queste ecoballe, accatastate fuori la città di Giugliano, infestano con il loro percolato quelle splendide campagne denominate “Taverna del re “. E così siamo giunti al disastro! Oggi la Campania ha raggiunto gli stessi livelli di tumore del Nord-Est, che però ha fabbriche e lavoro.Noi, senza fabbriche e senza lavoro, per i rifiuti siamo condannati alla stessa sorte. Il nostro non è un disastro ecologico -lo dico con rabbia- ma un crimine ecologico, frutto di decisioni politiche che coprono enormi interessi finanziari. Ne è prova il fatto che Prodi, a governo scaduto, abbia firmato due ordinanze:una che permetteva di bruciare le ecoballe di Giugliano nell’inceneritore di Acerra, l’altra che permetteva di dare il Cip 6 (la bolletta che paghiamo all’Enel per le energie rinnovabili) ai 3 inceneritori della Campania che “trasformano la merda in oro -come dice Guido Viale- Quanto più merda, tanto più oro!”. Ulteriore rabbia quando il governo Berlusconi ha firmato il nuovo decreto n.90 sui rifiuti in Campania. Berlusconi ci impone, con la forza militare, di costruire 10 discariche e quattro inceneritori. Se i 4 inceneritori funzionassero, la Campania dovrebbe importare rifiuti da altrove per farli funzionare. Da solo l’inceneritore di Acerra potrebbe bruciare 800.000 tonnellate all’anno! E’ chiaro allora che non si vuole fare la raccolta differenziata, perché se venisse fatta seriamente (al 70 %), non ci sarebbe bisogno di quegli inceneritori. E’ da 14 anni che non c’è volontà politica di fare la raccolta differenziata. Non sono i napoletani che non la vogliono, ma i politici che la ostacolano perché devono ubbidire ai potentati economici-finanziari promotori degli inceneritori. E tutto questo ci viene imposto con la forza militare vietando ogni resistenza o dissenso, pena la prigione. Le conseguenze di questo decreto per la Campania sono devastanti. ”Se tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge (articolo 3 della Costituzione), i Campani saranno meno uguali, avranno meno dignità sociale-così afferma un recente Appello ai Parlamentari Campani Ciò che è definito “tossico” altrove, anche sulla base normativa comunitaria, in Campania non lo è; ciò che altrove è considerato “pericoloso”qui non lo sarà. Le regole di tutela ambientale e salvaguardia e controllo sanitario, qui non saranno in vigore. La polizia giudiziaria e la magistratura in tema di repressione di violazioni della normativa sui rifiuti, hanno meno poteri che nel resto d’Italia e i nuovi tribunali speciali per la loro smisurata competenza e novità, non saranno in grado di tutelare, come altrove accade, i diritti dei Campani ... Per questo sono andato con tanta indignazione in corpo all’inceneritore di Acerra, a contestare la conferenza stampa di Berlusconi, organizzata nel cuore del Mostro, come lo chiama la gente. Eravamo pochi, forse un centinaio di persone. (La gente di Acerra, dopo le botte del 29 agosto 2004 da parte delle forze dell’ordine,è terrorizzata e ha paura di scendere in campo). Abbiamo tentato di dire il nostro no a quanto stava accadendo.Abbiamo distribuito alla stampa i volantini :”Lutto cittadino.La democrazia è morta ad Acerra.Ne danno il triste annuncio il presidente Berlusconi e il sottosegretario Bertolaso.” Nella conferenza stampa (non ci è stato permesso parteciparvi!) Berlusconi ha chiesto scusa alla Fibe per tutto quello che ha “subito” per costruire l’inceneritore ad Acerra! (Ricordo che la Fibe è sotto processo).Uno schiaffo ai giudici! Bertolaso ha annunciato che aveva firmato il giorno prima l’ordinanza con la Fibe perché finisse i lavori! Poi ha annunciato che avrebbe scelto con trattativa privata, una delle tre o quattro ditte italiane e una straniera, a gestire i rifiuti.Quella italiana sarà quasi certamente la A2A ( la multiservizi di Brescia e Milano) e quella straniera è la Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua e la seconda al mondo per i rifiuti. Sarà quasi certamente Veolia a papparsi il bocconcino e così, dopo i rifiuti, si papperà anche l’acqua di Napoli.Che vergogna! E’ la stravittoria dei potentati economici-finanziari, il cui unico scopo è fare soldi in barba a tutti noi che diventiamo le nuove cavie. Sono infatti convinto che la Campania è diventata oggi un ottimo esempio di quello che la Naomi Klein nel suo libro Shock Economy, chiama appunto l’economia di shock! Lì dove c’è emergenza grave viene permesso ai potentati economico-finanziari di fare cose che non potrebbero fare in circostanze normali. Se funziona in Campania, lo si ripeterà altrove. (New Orleans dopo Katrina insegna!)... Non abbandonateci. E’ questione di vita o di morte per tutti. E’ con tanta rabbia che ve lo scrivo.Resistiamo!".Padre Alex Zanotelli, Napoli, 12 luglio 2008
18 Luglio 2008 giorno numero 503 finisce tutto la Tenda ha Vinto!!!
Cio' che fino a ieri era cronaca, da oggi è storia, è durata 16 Mesi e passa ,per l'esattezza 503 giorni, la piu' lunga e dura protesta di Lavoratori che la storia di questa fabbrica e dell'intero comprensorio ricordi, addirittura piu' lunga della durissima lotta del 1964. Al contrario di allora, è stato tutto difficile, si è lottato non solo contro un avversario molto piu' forte e potente, ma anche e sopratutto contro chi, per definizione, doveva essere dalla parte dei lavoratori ma è andato presto altrove.
Veleni, bugie e luoghi comuni sono stati scagliati con forza in faccia al presidio degli sfortunati lavoratori
inizialmente a cassa integrazione nel Marzo 2007 con, a corollario, il licenziamento, rientrato per legge, del delegato Antonio Santorelli. Interessi, pressioni fortissime e di ogni tipo hanno da subito condizionato l'esito di questa vicenda, ma i lavoratori non hanno mollato, con l'aiuto iniziale della cittadinanza, dell'amministrazione comunale, degli studenti, della politica, degli artisti, delle associazioni locali, dei piccoli commercianti in particolar modo, e sopratutto di quella, non solo iniziale, ma continua e duratura, della Chiesa di Pomigliano con i meravigliosi contributi di Don Peppino Gambardella e Don Mimmo Iervolino, hanno portato a termine positivamente questa dura, complessa, ed infinita disputa. Lavoratori che grazie ad una catena di solidarieta' senza fine, con sacrifici pazzeschi ai limiti dell'umano hanno portato a casa questo risultato importantissimo. Grazie a tutti quelli che ci hanno aiutati, o ci hanno solo seguiti con passione ed interesse. Questa storia è un messaggio, la lotta anche se dura, combattuta in modo civile e democratico, quando viene fatta per ed in nome di valori alti e giusti, paga.
Un arrivederci dalla Tenda dalla sua meravigliosa ed orgogliosa storia.
Gli angeli della Tenda sono stati tutti quelli che a cominciare dal 3 Marzo 2007 cittadini, artisti, lavoratori
musicisti, attori (eccetto 'tavola di palcoscenico' quell'attore li' si è defilato subito) hanno aiutato i lavoratori a presidiare la propria fabbrica, il proprio lavoro, il proprio futuro.
Un ringraziamento infinito a Franca Rame e Dario Fo. In un mondo dove gli artisti, in buona parte, decantano sentimenti e valori ma poi si comportano in tutt'altro modo, Franca Rame e Dario Fo sono stati tra i pochi conseguenziali nei fatti, alle loro opere e parole, si sono accollati il lungo viaggio, la partecipazione alla manifestazione del 1 Maggio 2007 a Pomigliano, la realizzazione di uno spettacolo per i Lavoratori, e anche di piu'.... Dario e Franca siete stati sublimi. Grazie alla Chiesa di Pomigliano grazie a Don Peppino l'eroe col sorriso e Don Mimmo l'eroe musicista, di questo bel regalo che è divenuto l'inno della Tenda. Siete fantastici!
Linkate su youtube il live di "Intendere Intenda" :
Le focose discussioni senza senso devono portare chiarezza. Ricapitoliamo per correttezza e precisione
1)Non si è mai detto ne scritto da parte nostra di delegati che appicchino il fuoco ne alla Tenda ne ad alcunchè,
rileggersi l'intero Blog per crederci, (forse il fuoco lo crea lui nelle animate e confuse discussioni)
2) Nessuno ha mai fatto a pezzi (o na chiavica come dice lui) la sua segretaria, se legge il blog trovera' riflessioni amare anche su altri personaggi del mondo politico e sindacale coinvolti in un modo o nell'altro nella nostra storia, si rilegga l'intervento che tanto gli duole, è ancora li' da 1 anno e 2 mesi, nessuno lo cancella ne sia certo.
Lo inquadri nel corretto contesto temporale e sindacale del momento 116 Lavoratori in cassa integrazione, 1 delegato rsu licenziato e dica dove e quando puo' sentirsi offeso, da chi e da cosa.
3)Egli riteniene che, anche col suo operato sia stato artefice del reintegro del personale adesso presente in azienda e precedentemente in cassa integrazione, a parte la ventina e piu' di poveri lavoratori ancora oggi a cassa integrazione, sarebbe interessante sapere come ed in quale modo sia stato capace di ottenere tutto questo, ed in che modo si sia deciso chi rientrasse e con quale tessera in uscita e quale in entrata...? Chi ricorda il famoso ritornello musicale "Tuppi tuppi Mariscia'? Rifletta noi lo abbiamo gia' capito. Fatti alla mano, nessuna rimostranza sindacale è stata attuata dal lontano Aprile 2007, se riesce ad ottenere tanto senza concedere nulla, è davvero un draghetto, ottiene reintegri senza spendere nulla...., c'è chi gli crede, noi in onesta' No.
4) Per le bandiere strappate.... è piu' di un anno che va avanti questa litania.... evitiamola dai, una palla continua dal primo giorno avete iniziato... Nella Tenda mangiano! Nella Tenda bevono! Nella Tenda guardano la televisione! Nella Tenda si ubriacano! Nella Tenda qiuesto, nella Tenda quello... e mamma mia! La tecnica della denigrazione è la prima che si attua in questi casi, Quanto veleno da buttare addosso a questi lavoratori in lotta per la difesa del posto di lavoro e per il pane quotidiano? Vi siete estraniati quasi subito, ed appena vi è stato possibile avete colto al volo l'occasione per andarvene, la scusa delle bandiere strappate è uno degli esempi , vi siete defilati e messi in buon ordine, ed alla fine siete anche meritori dei reintegri... Sara' ma credervi ci risulta molto difficile.
Speriamo che questa storia finisca quanto prima e si ricominci a camminare assieme... l'unita' è una forza ma senza verita' la forza non c'è....
I PULCINELLA e' un gruppo di musica popolare partenopea della citta' di Marigliano che ha dato un importante contributo alla riscoperta delle tradizioni napoletane sia dal punto di vista propriamente musicale che dal punto di vista culturale in un senso andando a riscoprire vecchie canzoni appartenenti al passato popolare, nell'altro mettendo in musica momenti ormai dimenticati della vita quotidiana (a cominciare dai "rumori" prodotti dai quasi scomparsi venditori ambulanti per terminare allo "'nciucio" di cui tutti parlano e nessuno sa. Non meno importante e' l'impegno sociale de I PULCINELLA da un punto di vista prettamente professionale con canzoni che parlano delle storie di Napoli e dei suoi problemi. La produzione musicale del gruppo e' tale che oltre la meta' delle canzoni solitamente presentate in uno spettacolo risultano scritte e musicate da essi stessi. Le elaborazioni dei testi e delle musiche ricordano le figure tradizionali presenti in un paese e gli accadimenti che piu' in generale affascinano il popolino e che permeano la cultura stessa del paese con storie che tendono a diventare quasi leggende. Il folklore espresso dal gruppo va inteso non solo come musica popolare legata all'ambiente di vita, ma come costante ricerca di collegamento con il concetto di folk piu' generale andando dagli spirituals, al blues, al jazz. Il gruppo e' legalmente costituito in associazione denominata DODECA CORDON e da anni opera per una maggiore crescita musicale e si adopera per la diffusione del patrimonio artistico e culturale partenopeo.
L’hanno chiamata “la tenda della dignità”.Sta davanti ai cancelli dell’Avio a Pomigliano d’Arco, in una di quelle tante zone in cui il Sud industrializzato confina con il degrado e l’abbandono.Quasi non si nota, coperta come è dalle automobili parcheggiate e dal passaggio
continuo dei tir. Eppure c’è. Gennaro e Antonio sono due dei 28 cassaintegrati rottamati dai “fondi locusta” – prima Carlyle, che ha comprato
da Fiat, e poi Cinven – o, per meglio dire, sono due operai altamente specializzati che a questo capitalismo finanziario, più intento a speculare sulla fame nel mondo o sul prezzo del petrolio che a investire, non interessano più. Stanno qui da più di un anno. E voglionocontinuare a starci almeno fino al marzo del 2009 quando formalmente scadrà il periodo di esclusione dall'Avio. Per loro la tenda, anzi il box in alluminio, perché quella glie l’hanno bruciata poche settimane fa, è più di un luogo dove trascorrere la giornata dall’alba al tramonto ricordando puntualmente ai dirigenti il loro dramma. La tenda è un grido di dolore, contro una ingiustizia, contro chi si vuole appropriare anche del sangue e dell’anima di questo Sud tradito. Non sono bastati decenni di devastazioni e di cattedrali nel deserto. Oggi la proposta “per il Sud” è fatta di gabbie salariali, precarietà, caporalato, saccheggio del territorio, e poteri criminali che confinano sempre più strettamente con quelli della politica. Proprio a pochi chilometri da qui, la Rete 28 aprile (Cgil) terrà oggi un’assemblea nazionale sul Mezzogiorno. Una iniziativa che vedrà la partecipazione, oltre a Giorgio Cremaschi, di Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, Nicola Nicolosi, leader di Lavoro Società, e di due economisti come Riccardo Realfonzo ed Emiliano Brancaccio. Antonio e Gennaro tirano avanti a caffè e chiacchiere, e a quel po’ di solidarietà materiale che don Peppino Gambardella, della parrocchia del Carmine, gli consegna giornalmente. Con poco più di 900 euro al mese non si vive. Il loro quartier generale è un tavolo di plastica, quattro sedie e un bagno chimico che gli costa più di cento euro al mese. I rifiuti li conferiscono, anche quelli giornalmente, nel bidone sul marciapiede opposto, quello che corre lungo l’inferriata della Avio. E per questo si sono beccati una diffida dall’azienda che rivendica la proprietà del bidone e non vuole che estranei lo utilizzino. E poi c’è la solidarietà politica e morale,certo.
In un anno ne hanno avuta tanta, da Dario Fo a Franca Rame, a Franco Giordano e tanti artisti e cantanti alternativi che si sono esibiti per
sostenere la loro iniziativa. In questa fase, però, gli interessi dell’azienda sembrano avere la meglio. Interessi molto materiali che costringono un bel gruppo di addetti a rimanere fuori mentre tra le linee sciamano decine di interinali. Del resto, lo sanno pure i muri da queste parti, che il sindacato ha le mani in pasta con le agenzie. E’ anche per questo motivo che la Fiom non ha firmato quell’infame accordo sulla cassa integrazione. Un accordo che non prevede nemmeno la rotazione, lasciando così le mani libere all’azienda di vendicarsi delle lotte messe in piedi dalle teste calde. «Per formare un buon operaio motorista ci vogliono almeno venti anni - sottolinea Antonio Santorelli,della Fiom, per lungo tempo delegato sindacale proprio alla Avio e licenziato “politico” - quindi non si capisce come l’azienda possa utilizzare gli interinali e per quale motivo tutto questo patrimonio è stato fatto a pezzi». L’operazione Avio di Pomigliano una delle poche aziende al mondo in grado di revisionare i motori degli aerei e farci volare tranquilli, è uno dei capolavori, se così laPossiamo chiamare, della Fiat che è calata qui facendo razzia dei pezzi di ricambio stoccati in magazzino, fondamentali per una struttura che deve rispondere in tempi brevi alle richieste del mercato. Grazie all’Avio la Fiat si è potuta mettere in tasca diverse decine di miliardi delle vecchie lire. Operazione replicata quasi identica con il fondo Carlyle. Oggi Avio è una azienda costretta a rivolgersi fuori per alcune lavorazioni e a non poter più esprimere laCompetitività necessaria per stare sul mercato. Tanto che ha perso alcune commesse a favore di una azienda israeliana. «Dobbiamo chiedere pezzi e prestazioni all’esterno - raccontano i lavoratori - magari a concorrenti, e quindi diventiamo ricattabili». Queste è la condizione, proprio alla vigilia di una importante stagione di commesse che dovrebbero arrivare dalle compagnie low cost, i cui aerei stanno per terminare il periodo di garanzia. Ma non è solo Avio a dover soffrire una situazione paradossale come questa. Ci sono altre aziende della filiera aeronautica in pericolo, come Alenia, che ha alcuni stabilimenti a Capodichino dove esegue la ristrutturazione e la trasformazione degli aeromobili. «C’è stata una lunga serie di scelte sbagliate del management - spiega Nunzia Amura, rappresentante sindacale Fiom - ed ora i lavoratori ne pagano le conseguenze. Come ci è stato annunciato, l’azienda è a un passo dal portare i libri in tribunale». A rischiare il posto di lavoro sono 500 lavoratori più altri due-trecento dell’indotto.La verità - commenta Santorelli - è che sta finendo, per precise responsabilità della politica, un’epoca in cui il protagonismo dei lavoratori indirizzava l’assetto politico e sociale della città e di tutta l’area». «Si è scelto un’altro modello senza costruire una alternativa